Operazione Colomba, corpo di pace

Per maggiori informazioni puoi chiamarci al numero 0541.29005, oppure scrivici a operazione.colomba@apg23.org

Nel 2013 Operazione Colomba ha operato nei seguenti paesi:
in Colombia, al fianco della Comunità di Pace di San José de Apartadó, composta da un migliaio di persone che hanno scelto di difendere la propria vita ed il proprio territorio non con le armi ma con la neutralità e la nonviolenza;
in Palestina e Israele, per sostenere la resistenza nonviolenta dei palestinesi delle colline a sud di Hebron e dell'area di Masafer Yatta (2.200 le persone beneficiarie dell'intervento, di cui più del 50% sono minori);
e in Albania a fianco delle famiglie (nel complesso 180 persone coinvolte) vittime delle "vendette di sangue", faide familiari basate su un'interpretazione del Kanun, Codice Civile risalente al Medioevo, che sancisce che l'onore perduto a causa di una lite o per l'uccisione di un parente deve essere pagato con un altro delitto.

Importanti sono state le attività di advocacy e di sensibilizzazione svolte nel 2013 dagli operatori di pace di Operazione Colomba.
In Colombia è stato promosso un lavoro di diffusione dell'esperienza della Comunità di Pace di San José de Apartadó, anche nei confronti delle istituzioni locali, italiane ed internazionali.
In Palestina e Israele sono state svolte azioni di informazione sul conflitto e sono stati realizzati eventi di sensibilizzazione a Gerusalemme e Betlemme.
In Albania gli operatori di pace hanno proposto ed animato la Campagna "5000 firme per la vita" con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica a livello nazionale spronandola a prendere coscienza e a reagire di fronte al problema delle "vendette di sangue", raggiungendo il traguardo di 5.993 firme.

Nell'aprile del 2014, inoltre, è stato aperto un nuovo progetto in Siria e Libano, in risposta alla crisi causata dallo scoppio del conflitto. Gli operatori di pace vivono in tenda in un campo profughi siriano a Bebnine e le tre azioni fondamentali che portano avanti sono:

- condivisione diretta della vita dei rifugiati: per conoscere le loro reali necessità e poter fare proposte adeguate che mirino alla mediazione ed alla risoluzione dei conflitti.

-mediazione fra gli abitanti del campo e la comunità libanese locale: per creare occasioni di relazione e confronto tra la comunità locale ed i siriani del campo

- collegamento fra i bisogni dei profughi e gli enti in grado di soddisfarli (ONG, municipalità): per rispondere concretamente alle crescenti difficoltà dei profughi (in questo caso quasi completamente analfabeti).

Ma sono ancora tanti gli operatori di pace che ogni giorno vivono a fianco delle vittime dei conflitti, mettendo la propria vita a rischio per difendere la pace.

AIUTA OPERAZIONE COLOMBA! FAI CRESCERE LA PACE!

 


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